Intervista al Vincitore della Pikes Peak 2014: Romain Dumas

02/07/2014



Che effetto fa vincere la salita della Pikes Peak per un pilota blasonato quanto te, che in Endurance ha vinto semplicemente tutto, tranne a Daytona?
Fa un piacere immenso, perché questa gara rappresenta una sfida che ci eravamo fissati tre anni fa. Era dura, perché ogni anno non eravamo lontani dalla vittoria, ma non riuscivamo mai a vincere. Quest'anno, abbiamo modificato molte cose, il motore, gli pneumatici, le dimensioni degli pneumatici, il passo, molte cose. Abbiamo migliorato la vettura, lavorando moltissimo. Gli sforzi prodigati hanno dato i loro frutti. Avevamo qui una vettura affidabile, che non ha avuto alcun problema. Si tratta di un aspetto molto importante in corse con un formato come questo, con una sola salita: se ci si ferma per un guasto è finita. Stava diventando importante riuscirci e per me costituisce una grande soddisfazione, perché è la mia squadra, sono i miei amici. Non siamo una grande casa costruttrice, bensì un gruppo di ragazzi che si sono sempre impegnati a fondo. Avevamo una pressione enorme sulle spalle, perché eravamo coscienti che la vittoria era alla nostra portata. Per gente che non è abituata a questo genere di pressione e anche per me, perché sapevo che per provare a vincere bisognava come prima cosa arrivarci lassù, sono sensazioni molto forti.

Che emozione hai provato esattamente quando hai capito di aver vinto?
Enorme veramente. Altrettanto intensa di quando vinsi la 24 Ore di Le Mans nel 2010. È un peccato del resto che, per via della configurazione di gara, i ragazzi della squadra non potevano essere all'arrivo. Sono momenti veramente intensi, in cui pensi a tutto il lavoro fatto. Non solo da te, ma da tutto il gruppo. Va dalla necessità di trovare i partner adeguati perché senza di loro non lo si sarebbe potuto fare, a questi ragazzi che si dannano tutto l'anno. È veramente super.